giovedì 3 maggio 2012

Una declinazione femminile dell'autorità




Intervento di Marco Focchi alla tavola rotonda sul tema "L'orizzonte contemporaneo della femminilità" nell'ambito del Congresso AMP "L'ordine simbolico nel XXI secolo", Buenos Aires 23-27 aprile 2012


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Una declinazione femminile dell'autorità


5 commenti:

  1. In fin dei conti l'archetipo femminile per eccellenza è quello della madre...che poi è quello della terra che tutto contiene. Il grembo, la terra, la madre, si identificano con ciò che credo tu abbia chiamato femminile nel post. Io, sfidando ciò che hai scritto, ritengo questa concezione ancora legata a un dualismo prodotto nella mente msachile fra donna madre e donna "in carriera", per cui la donna in carriera è in realtà un uomo al potere, e diventa femminile solo quando è madre, quando è terra, quando non controlla ma lascia accadere le cose. Non condivido questo dualismo. In questo post spiego la mia visione della questione http://www.piergiorgioblog.blogspot.it/2012/02/una-riflessione-sul-tema-della-donna.html Credo invece che il non controllo sia qualcosa che non coincida col femminile, ma in generale con l'amore, con l'Es. Infatti l'analista lascia accadere, lascia associare, cioé lascia parlare l'Es, perché l'Es del paziente vede nell'atteggiamento dell'analista la presenza di un altro Es. E' a mio parere la genitalità che è al di la del potere controllante, e non il femminile in sé, come cerco di spiegare in quest'altro post http://www.piergiorgioblog.blogspot.it/2012/04/il-disagio-della-civilta-e-il-potere.html . Piergiorgio

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  2. Ho cercato di far passare la mia analisi non attraverso gli archetipi ma attraverso la logica. L'autorità versione maschile è contrassegnata dalla logica fallica, che si vede nell'esibizione delle insegne regali o imperiali, quella femminile passa per quel che Lacan chiama il non-tutto, cioè un'apertura all'evento. Una formulazione analoga si può trovare in Vernant quando descrive le forme dell'astuzia nell'antica Grecia, e le caratterizza come strategia del polipo e strategia della volpe. La prima immobilizza, la seconda adesca, crea incontri, e anche qui vediamo due logiche ripartivi li per sessuazione.

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  3. Caro Focchi, grazie di questo intervento. E' un tema sul quale mi trovo spesso a riflettere, e ho avuto (finalmente) un punto di vista nuovo, che mi ha spinto anche ad andare a cercare il significato di "autorità", di cui non conoscevo l'etimologia, da "augeo", accresco, che effettivamente fa riflettere su quanto sia distante, in questo senso, la funzione di separare e reprimere, di proibire e consentire, e molto più vicina ad un'idea di fare accadere... Il punto resta che le donne attualmente al potere non hanno, in quei luoghi, molte possibilità di agire queste modalità. Quindi il potere o meglio l'autorità delle donne forse, almeno ora come ora, si esercita piuttosto altrove (sto riflettendo ora, non ho la risposta).

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  5. Cara Elettra, sono curioso della tua risposta, e vorrei conoscerla se la trovi. Il mondo contemporaneo ci sta mettendo davanti a cose che forse non abbiamo ancora i concetti per capire a fondo.
    Un saluto

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